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Nella sezione
delle maioliche sono in mostra oggetti che vanno dagli inizi
del secolo XVII alla prima metà del secolo XX.
Vi si può trovare una grande varietà di piatti e di brocche
per acqua e vino (sruli). Particolarmente ingegnosi per
tecnica esecutiva sono i contenitori per liquidi a segreto
(srulu a secretu, vozza a bicchiere, ecc. ): si tratta di
oggetti aventi carattere scherzoso con i quali, durante il
pranzo, ci si burlava dei commensali, essendo la mescita del
liquido resa particolarmente difficoltosa da un complicato
meccanismo idraulico.
Di grande raffinatezza ed eleganza sono le ciarle, vasi
dotati di una duplice ansa a nastro, i vasi da farmacia o
albarelli, di cui il museo possiede diversi esemplari anche
non grottagliesi, e le zuppiere, i cui pomoli di presa sono
solitamente modellati a riprodurre figure umane oppure
elementi vegetali (una pigna, un frutto) o animali. Figurano anche le mattonelle per
pavimentazione, realizzate sia a Grottaglie sia in altri
centri salentini e in Campania, e le piastrelle .La ceramica
devozionale, la cui produzione è legata alla devozione locale,
è ben rappresentata nel museo da piatti e statue votive
riproducenti santi (Madonna Addolorata, San Ciro, i Santi
Medici, san Michele, ecc.), mattonate, acquasantiere, e porta
ceri. Insolita è poi una mattonella cimiteriale del 1907, che
fungeva da cippo funerario di una modesta sepoltura.
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