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Questa
sezione contiene manufatti ceramici usati per la dispensa, per
i servizi domestici e per l’igiene personale e della casa.
E’ una tipologia di ceramica che copre un arco temporale che
va dalla seconda metà del secolo XVII alla prima metà del
secolo XX e risulta variamente rappresentata da forme
tradizionali usate per contenere acqua, vino, olio, aceto, per
trasportare acqua o per la conservazione di provviste
alimentari (“capasone”, “capasone alla capuana” “trimmone”, “capasa”,
“vummile”, “cicine”, “pitale”, “cammautto”, ecc.).
A queste si aggiungono gli oggetti usati per cucinare (“tiestu”,
“pignata”), lavare biancheria, piatti, verdure e cibi vari (“crasta
ti cofanu”, “limmu”, “scafarea”, “pendriale”), contenere
piante (“crasta”, “casc’pò”) e quelli usati per i servizi
igienici (“nicissario”, “rinale”, ecc.), i vasetti per
attingere acqua dai pozzi (“vucale pi puzzu a ‘ngegna”), i
comignoli (“ciminiera”) e i tubuli usati per costruire le
volte delle fornaci (“orieni”).
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